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Spritz DLG
Thursday 20 December 2007

Eccomi di nuovo a scrivere sul sito dopo un po' di tempo.
Nel frattempo ho traslocato e mi è servito più di un mese prima di ri-ottenere la linea ADSL e riorganizzarmi con le idee e l'attività aeromodellistica.
Ho deciso di scrivere due righe sul modello che ho iniziato ad usare per le gare e che mi sta dando tante soddisfazioni.

Il modello è lo SPRITZ (come il noto aperitivo veneto) ed è stato sviluppato dall'amico Ruggero Corazza partendo da disegni 3d al computer e basandosi sugli studi di aerodinamica ai bassi Reynolds di Mark Drela.

L'ALA:
Nasce da un disegno al cad 3d ed è stata successivamente lavorata a CNC su alluminio per ottenere gli stampi. La mia versione ha pelli in kevlar da 61 g/mq e interno in espanso stampati a pressione e temperatura elevata. Il peso è bassissimo e la resistenza enorme. L'ala inoltre è longheronata con un trave a doppio T in carbonio e un sublongherone in vetro sugli alettoni. Vi sono poi delle semicentine di carbonio a dare maggiore robustezza ai singoli pannelli.

I profili usati sono la classica successione di Drela. La pianta alare assomiglia a quella del Supergee II, ma vi assicuro che Ruggero ha studiato tutto nei minimi particolari.

Il trave di coda è un'altra magia delle sante manine di Ruggero, carbonio unidirezionale nel senso della lunghezza e rivestimento in vetro. La resistenza a flessione è superiore a qualsiasi altro trave a sezione rotonda mai visto. A differenza degli altri utilizzatori dello Spritz ho preferito non accorciarlo sfruttando così tutto il braccio di leva per una maggiore stabilità in lancio e in volo.

I piani di coda sono, come l'ala, stampati a pressione e temperatura elevati. Longherone e centine di carbonio assicurano una resistenza elevatissima.

Nel particolare della foto il mio sistema di ritorno dei comandi con pull in filo da pesca ed elastico (sempre da pesca) di ritenuta

Il pod utilizzato è quello dellIcefire, in quanto lo specifico per lo spritz è ancora in fase di sviluppo. I servi sono D47 alimentati da 4 celle da 1000mAh (in gara non si scherza) che con un ricevente R16 sinterizzata mi permettono di bilanciare il modello senza aggiungere piombo. 

Il modello è semplice da montare per un modellista che abbia già un paio di modelli alle spalle. In volo si comporta bene e si fa obbedire completamente senza comportamenti strani. Il mio set-up è un po' tendente all'instabile per poter sfruttare tutte le minime ascendenze. In ogni caso per arrivare ad un set-up decente servono almeno una decina di ore di volo di allenamento.

In definitiva un applauso a Ruggero. In Trofeo F3K Italia un 7° (il sottoscritto) ed un 8° posto, mentre un 5° ed un 6° (il sottoscritto) posto in campionato italiano. Niente male per un aperitivo!

 Qui di sotto la mia ala dopo la personalizzazione (tratta da "the Blood fish" di G.Klimt)

 
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©twentynine 2007